Ustioni

Ustioni

Per ustione si intende una qualunque lesione cutanea conseguente al contatto della cute con un agente, liquido, solido o gassoso, avente una temperatura superiore a quella corporea oppure con sostanze chimiche o corrente elettrica o radiazioni. Le ustioni più comuni sono quelle da calore.

Classificazione
La gravità dell’ustione è basata sulla valutazione di tre parametri:
• profondità ^
• estensione della superficie corporea interessata (espressa in percentuale rispetto alla superficie corporea)
• localizzazione; è opportuno ricordare che il collo, le regioni periorifiziali, le pliche cutanee e le estremità sono le regioni ad alto rischio di complicanze (infezioni, cicatrici ipercheloidi, ecc.) e richiedono, pertanto, un approccio terapeutico più attento.

In base alla profondità della superficie corporea danneggiata si possono distinguere 3 gradi di ustione:
• ustione di I grado: la lesione interessa soltanto Pepidermide determinando la comparsa di eritema, tumefazione e dolore intenso
• ustione di li grado: la lesione interessa, oltre all’epidermide, anche il derma in modo parziale (ustione superficiale di II grado) o totale (ustione profonda di II grado) determinando la comparsa di eritema, dolore, tumefazione e flittene (vescicole contenenti essudato)
• ustione di III grado: la lesione determina la necrosi della cute, del tessuto sottocutaneo e, talvolta, dei tessuti profondi; ne consegue la comparsa di un’escara che assumerà, in rapporto all’agente ustionante, un colorito nerastro o biancastro.
Nelle ustioni profonde di II grado e di III grado è assente il dolore, per la distruzione delle terminazioni nervose, mentre è presente un grave quadro clinico (malattia da ustione) alla cui pato-
genesi concorrono Pipovolemia, secondaria alla trasudazione di plasma a livello dei tessuti lesi, e la tossicosi secondaria all’ipossia degli organi in corso di shock e all’immissione in circolo di
sostanze tossiche da parte dei tessuti necrotici spesso sede di infezione.

Ricorrendo alla regola del 9 di Wallace è possibile valutare la percentuale di superficie corporea ustionata:
• la testa e il collo corrispondono al 9% della superficie corporea
• ogni arto superiore corrisponde al 9% della superficie corporea
• il torace anteriore e l’addome corrispondono al 18% della superficie corporea
• il torace posteriore e il dorso corrispondono al 18% della superficie corporea
• ogni arto inferiore corrisponde al 18% della superficie corporea.
Si definisce ustione localizzata quella che nell’adulto non supera il 18-20% e nel bambino il 12-15% della superficie corporea. L’ustione si definisce diffusa quando supera questi limiti.

Le ustioni, valutando sia Pestensione sia la profondità della superficie corporea coinvolta, possono essere distinte in minori, di media gravità e maggiori:
• le ustioni minori comprendono le ustioni di I grado, le ustioni di II grado con interessamento inferiore al 15% della superficie corporea (10% nei ragazzi) e le ustioni di III grado con interessamento inferiore al 3% della superficie corporea (ad eccezione del volto, delle mani e dei piedi)
• le ustioni di media gravità comprendono le ustioni di II grado con interessamento dal 15 al 25% della superficie corporea e le ustioni di III grado con interessamento inferiore al 10% della
superficie corporea (ad eccezione del volto, delle mani e dei piedi)
• le ustioni maggiori comprendono le ustioni di II grado con interessamento maggiore del 25% della superficie corporea e le ustioni di III grado con interessamento maggiore del 10% della superficie corporea o con interessamento del volto, delle mani e dei piedi.

Protocollo terapeutico
Ustione minore
• Evitare di sfilare gli abiti nel caso dovessero aderire alla cute ustionata
• Versare acqua fredda sulla superficie ustionata, al fine di rimuovere l’agente ustionante
• Detergere la lesione con derivati dell’ammonio quaternario (Barrycidal soluzione) o con Soluzione di Dakin-Carrel (2 bust di Euclorina in 1 litro di acqua) utili sia per l’azione disinfettante sia per l’azione di ostacolo alla disidratazione
• Applicare sostanze antisettiche e analgesiche (Foille pomata, spray)
• Coprire le lesioni con garze sterili impregnate di sostanze grasse (Fitostimoline garze),

In presenza di bolle o flittene:
• pungerle con ago sterile, senza rimuovere il tetto delle flittene
• applicare antibiotici (Gentalyn crema) 1
• coprire le lesioni con garze sterili impregnate di sostanze grasse (Fitostimoline garze)
• praticare, se necessario, la profilassi antitetanica.

Ustione maggiore
• Ricoverare il paziente, possibilmente in Unità di Tcapia Intensiva
• Evitare di sfilare gli abiti nel caso dovessero aderire alla cute ustionata
• Versare acqua fredda sulla superfice ustionata, al fine di rimuovere l’agente ustionante
• Sostenere, se necessario, le funzioni vitali (BLS): controllo e mantenimento della pervietà delle vie aeree, della ventilazione e della circolazione (vedi Rianimazione cardiopolmonare)
• Valutare Io stato di coscienza (reattività pupillare, riflessi osteotendinei, risposta verbale e/o motoria), ricorrendo alla “Glascow Coma Score”
• Ossigenoterapia a basso flusso (1-2 1/min) mediante maschera di
Venturi; in presenza di ipoventilazione alveolare si ricorrerà all’intubazione orotrachcale e alla ventilazione meccanica
• Monitorare la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, la frequenza e il tipo di respiro e la diuresi
• Toilette accurata delle lesioni (rasatura dei peli, asportazione di detriti necrotici, rimozione dei tetti delle flittene più estese)
• Detergere la lesione con derivati dell’ammonio quaternario (Barrycidal soluzione) o con Soluzione di Dakin-Carrel (2 bust di Euclorina in 1 litro di acqua)
• Applicare garze sterili intrise dall’esterno, 3-4 volte al giorno, di nitrato d’argento in soluzione acquosa allo 0.5% oppure di acetato di manfenide (Marfanil soluzione acquosa al 5%)
• Fasciare strettamente per evitare la plasmorrea

• Ripristinare l’equilibrio idro-elettrolitico somministrando soluzione fisiologica e glucosata al 5% alla dose di 1,5 litri/die per ogni 10% di superficie corporea ustionata. La superficie corporea ustionata può essere calcolata ricorrendo alla “regola del 9”
• Terapia antibiotica ad ampio spettro:
– ceftriaxone (Rocefin fi 2 g): 2 g ev/die
• Terapia antalgica:
– ketorolac-trometamina (ToradoI f 30 mg): 30 mg im o in 100 ml di soluzione fisiologica 2-3 volte al dì, oppure
– tramadolo (Contramai f 100 mg): 100 mg ev/3-4 ore
• Profilassi antitetanica:
– immunoglobuline umane antitetaniche (Immunotetan fi 250 U.L): 1 fl im.

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