Reazione trasfusionale emolitica

Reazione trasfusionale emolitica

La trasfusione di sangue incompatibile scatena una immediata reazione tra gli antigeni eritrocitari del donatore e gli anticorpi del ricevente con fissazione del complemento e successiva emolisi intra-
vascolare.
Le cause più frequenti di trasfusione di sangue incompatibile sono:
• scambio di provetta
• scambio nell’assegnazione delle sacche
• mancata esecuzione delle prove crociate
• mancato confronto tra il gruppo del paziente e l’unità di sangue
a disposizione.

Quadro clinico
Il quadro clinico, a insorgenza immediata, è caratterizzato da:
• dolore urente lungo la vena utilizzata per la trasfusione
• cefalea pulsante
• vampate di calore al volto
• brividi
• ipertermia
• agitazione psico-motoria
• dolore in sede dorso-lombare
• dolore epigastrico con nausea e vomito
• dispnea
• precordialgia
• cianosi
• ipotensione arteriosa
• oligo-anuria
• CID
• shock.
La gravità del quadro clinico dipende dal volume di sangue incompatibile trasfuso.

È opportuno ricordare che nel corso di una emotrasfusione o dopo 1-3 ore possono insorgere agitazione, cefalea, arrossamento del volto, brividi e febbre; si tratta di reazioni trasfusionali immunologiche non emolitiche che non rivestono il carattere dell’emergenza.

Diagnostica di laboratorio
• Esami ematochimici di routine
– anemizzazione progressiva
– ipcrbilirubinemia, a insorgenza tardiva
• Esame delle urine: cmoglobinuria.

Protocollo terapeutico
• Sospendere immediatamente l’emotrasfusione
• Prelevare due campioni di sangue: uno per il laboratorio e l’altro per il Centro Trasfusionale
• Somministrare:
– idrocorti so ne (Flebocorlid fl I g): 1-2 g cv
– furosemide (I.asìx f 20 mg): 40-80 mg ev
– elorfenamina malcatu (Trìmeton f 10 mg): 10 mg ini
– soluzione fisiologica (1-2 litri) al fine dì mantenere una adeguata perfusione renale, controllando la diuresi, i parametri cardiocircolatori e lo stato di coscienza.
L’exangu ino-trasfusione risulta di scarsa utilità per la rapidità con la quale si realizzano i danni organici indotti dalla emotrasfusione incompatibile.
In presenza di shock (vedi capitolo relativo).

In caso di insufficienza renale:
• emodialisi.
In presenza di manifestazioni emorragiche dovute a coagulopatia da consumo:
• trasfondere plasma fresco congelato, controllando la diuresi, i parametri cardio-circolatori e lo stato di coscienza.
La somministrazione di eparina nella CIO da reazione trasfusionale è sub iudice.
Il trattamento della reazione febbrile post-trasfusionale prevede la somministrazione di:
• paracetamolo (Tachipirina cpr 1000 mg): I cpr/8 ore, in associazione con
• metilprednisolone (Urbason f 20 mg): 20-40 mg ev.

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