Puntura di imenotteri

Puntura di imenotteri

I principali imenotteri, la cui puntura può rappresentare una emergenza medica, sono le vespe, le api, e i calabroni.

Quadro clinico
La puntura di imenotteri determina, a livello locale, la comparsa di:
• dolore intenso
• pomfo eritematoso pruriginoso.
La sintomatologia sistemica, che può insorgere anche con la puntura di un solo insetto, è caratterizzata da:
• disturbi gastro-intestinali (nausea, vomito, crampi addominali e diarrea)
• prurito diffuso
• dispnea
• edema della glottide
• ipotensione fino allo shock anafilattico.

Protocollo terapeutico
• Ospedalizzare i pazienti con anamnesi positiva per un episodio di shock anafilattico
• Rimuovere il pungiglione con la punta di un temperino o con una pinzetta evitando di iniettare, attraverso una involontaria spremitura, il contenuto del sacco velenifero
• Applicare impacchi di ghiaccio
• Applicare ammoniaca (After Bite stick)
• Evitare l’applicazione topica di antistaminici e/o anestetici per l’elevato potere sensibilizzante per la cute
• Somministrare:
– desclorfeniramina maleato (Polaramin AR cf): 1 cf/12 ore
– betametasone fosfato disodico (Bentelan cpr 0,5 mg): 0,5-1 mg.

Per il trattamento dello shock anafilattico confronta il capitolo relativo.

Profilassi
I soggetti allergopatici, particolarmente esposti alle punture di api (allevatori, produttori di miele), dovrebbero sottoporsi alla immunoterapia desensibilizzante con veleni purificati di imenotteri.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi unirti alla discussione?
Sentiti libero di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *