Malattie da calore

Malattie da calore

Le malattie da calore riconoscono, quale principale meccanismo patogenetico, lo squilibrio fra alte temperature ambientali e capacità dell’organismo di adattarsi ad esse. Le principali malattie da calore sono:
• colpo di calore
• colpo di sole
• crampi da calore
• esaurimento da calore
• sincope da calore

COLPO DI CALORE
Il colpo di calore è una emergenza medica secondaria all’inefficienza dei meccanismi preposti alla termoregolazione; ne consegue una produzione di calore, e quindi un accumulo, eccedente rispetto alla quantità che viene dispersa.

Eziologia
• Esposizione prolungata a temperature elevate
• Età senile (gli anziani, soprattutto cardiopatici, possono essere incapaci di mantenere un’adeguata omeostasi termica)
• Attività fisica intensa praticata in ambiente surriscaldato (atleti, operai)
• Ipertermia maligna
• Tireotossicosi
• Sepsi
• Malattie tossiche o infiammatorie del sistema nervoso centrale
• Intossicazione da farmaci in grado di indurre ipertermia (salicilati, dinitrofenolo, ormoni tiroidei, antistaminici, antiparkinsoniani)
• Delirium tremens.

Quadro clinico
• Tachicardia
• Ipertensione arteriosa sistolica con aumento della pressione differenziale
• Polipnea
• Cefalea
• Ipertermia
• Cute calda, asciutta e di colorito rosaceo o cinereo
• Rigidità nucale
• Crampi muscolari da deplezione di potassio
• Oliguria da deplezione idrica
• Agitazione psicomotoria
• Coma.
In alcuni casi possono essere presenti i segni clinici espressione di danno focale cerebrale (deficit motori, afasia, convulsioni).

Diagnostica di laboratorio
• Poliglobulia, secondaria all’emoconcentrazione
• Ipernatriemia
• Ipokaliemia (la potassiemia, in genere bassa nella fase iniziale, può successivamente aumentare per effetto della rabdomiolisi e/o dell’insufficienza renale)
• Iperazotemia e ipercreatininemia
• Incremento di CPK (MM), GOT, GPT, LDH (l’incremento di questi enzimi è espessione di una sofferenza multiorganica).

Complicanze
• Shock ipovolemico
• Edema polmonare
• Coagulopatia da consumo
• Insufficienza renale acuta
• Encefalopatia ipertensiva.

Protocollo terapeutico
• Trasportare il paziente in ambiente fresco e ventilato
• Rimuovere gli indumenti
• Porre il paziente in decubito laterale di sicurezza con gli arti inferiori sollevati
• Applicare spugnature con acqua fresca o borse di ghiaccio sulla testa, sul collo e a livello delle regioni inguinali
• Immergere il paziente in acqua fredda; è opportuno controllare la temperatura rettale ogni 10 minuti, affinché essa non scenda bruscamente (pericolo di shock). In alcuni casi la vasocostrizio-
ne periferica, con afflusso di sangue dalla periferia verso il centro, può causare un ulteriore incremento della temperatura interna
• Ossigenoterapia a basso flusso (2-4 1/min) mediante l’impiego di maschera di Venturi al 24-28%
• Terapia antipiretica:
– paracetamolo (Tachipirina supp): 1 supp/6 ore, oppure
– acetilsalicilato di lisina (Flectadol f 0,5-1 g): 1 g/6-8 ore ev
• Correggere lo squilibrio idro-elettrolitico:
– soluzione fisiologica e/o glucosata al 5% con eventuale aggiunta di cloruro di potassio e di bicarbonato. La velocità di infusione dipenderà dalla pressione arteriosa, dalla temperatura corporea, dalla diuresi e dalla pressione venosa centrale; nei casi in cui questa superi i 15 cm di acqua occorrerà ridurre l’infusione dei liquidi.
Sospendere l’infusione dei liquidi in presenza dei segni clinici di scompenso cardiaco.

Nel caso in cui persista oligo-anuria:
• furosemide (Lasix f 20 mg): 40-60 mg in 100 mi di mannitolo al 18% (Mannistol 18% fi 250 mi)
• emodialisi, nelle forme resistenti.

Nel caso in cui persista uno stato stuporoso, somministrare:
• mannitolo 18% (Mannistol 18% fi 250 mi): 125 mi ev/12 ore; il farmaco è controindicato in presenza di insufficienza renale o scompenso cardiaco destro
• desametazone (Decadron Fosfato fi 4 mg): 8 mg ev/12 ore.

COLPO DI SOLE
II colpo di sole insorge in seguito all’esposizione prolungata del capo e della nuca ai raggi solari.

Quadro clinico
• Cefalea intensa
• Nausea e vomito
• Ipertermia
• Astenia
• Oliguria
• Obnubilamento del sensorio
• Agitazione psicomotoria.

Protocollo terapeutico
• Trasportare il paziente in ambiente fresco e ventilato
• Porre il paziente in decubito supino con arti inferiori sollevati
• Applicare sulla testa una borsa di ghiaccio
• Somministrare:
– acqua salata (5 g di sale da cucina in un litro di acqua), oppure
– soluzioni fisiologiche e/o glucosatc al 5% con eventuale aggiunta di cloruro di potassio e bicarbonato. La velocità di infusione dipenderà dalla pressione arteriosa, dalla diuresi e dalla pressione venosa centrale; nei casi in cui questa superi i 15 cm di acqua occorrerà ridurre la infusione dei liquidi.
Sospendere l’infusione dei liquidi in presenza dei segni clinici di scompenso cardiaco
• Terapia antipiretica:
– paracetamolo (Tachipirina supp): 1 supp/6 ore, oppure
– acetilsalicilato di lisina (Flectadol f 0,5-1 g): 1 g/6-8 ore ev.

CRAMPI DA CALORE
I crampi muscolari sono contratture muscolari dolorose, a insorgenza brusca, indotte soprattutto da attività fisica intensa e protratta praticata in ambiente caldo. I crampi interessano soprattutto i
muscoli degli arti.
II momento patogenetico principale è l’iponatriemia secondaria alla copiosa sudorazione.

Protocollo terapeutico
• Trasportare il paziente in ambiente fresco e ventilato
• Somministrare:
– acqua salata (5 g di sale da cucina in un litro di acqua), oppure
– soluzioni reidratanti alla dose di 1-2 litri, monitorando la diuresi, la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e lo stato di coscienza
• Terapia miorilassante:
– tiocolchicosidc (Muscoril f): 1 f im/12 ore.

ESAURIMENTO DA CALORE
L’esaurimento da calore è la più frequente patologia da calore; può riconoscere uno dei seguenti meccanismi patogenetici:
• deplezione idrica. La sudorazione copiosa, non compensata da adeguato apporto idrico, comporta disidratazione ipertonica con emoconcentrazione e iperosmolarità plasmai km
• deplezione salina. La perdita idro-elettrolitica, secondaria alla sudorazione copiosa, viene compensata da eccessiva assunzione di acqua; ne consegue emodiluizione e iposmolarità plasmatica.

Quadro clinico
L’esaurimento da calore da deplezione idrica si manifesta con:
• astenia
• sete intensa
• cute asciutta
• oliguria
• ipertermia
• shock ipovolemico.

L’esaurimento da calore, secondario a deplezione salina, si manifesta con:
• astenia
• nausea e vomito
• diarrea
• crampi muscolari
• vertigini
• scarsa sete
• obnubilamento del sensorio
• shock.

Protocollo terapeutico
• Trasportare il paziente in ambiente fresco e ventilato.
La terapia dell’esaurimento da calore da deplezione idrica prevede:
• infusione di 1-2 litri di soluzione fisiologica monitorando la diuresi, i parametri cardiocircolatori e lo stato di coscienza.

La terapia dell’esaurimento da calore da deplezione idrica prevede:
• infusione di 1-2 litri di soluzione polisalina monitorando la diuresi, i parametri cardiocircolatori, lo stato di coscienza, gli elettroliti sierici e l’emogasanalisi.

SINCOPE DA CALORE
La sincope da calore è l’improvvisa perdita di coscienza che può insorgere durante l’esposizione a una elevata temperatura ambientale; condizioni che possono favorire l’insorgenza della sincope da
calore sono la prolungata stazione eretta, l’esercizio fisico intenso e i improvvisi cambiamenti di posizione.
La perdita di coscienza, che dura pochi minuti, può essere preceduta da:
• cefalea
• vertigini
• nausea
• fosfeni.
L’esame obiettivo evidenzia:
• bradicardia
• pallore cutaneo
• ipotensione arteriosa
• aumento della temperatura rettale.

Protocollo terapeutico
• Trasportare il paziente in ambiente fresco e ventilato
• Porre il paziente in decubito supino con arti inferiori sollevati
• Somministrare acqua salata (5 g di sale da cucina in un litro acqua).

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