Intossicazione da oppiacei

Intossicazione da oppiacei

L’intossicazione da oppiacei è secondaria, soprattutto, all’impiego di eroina, metadone, morfina, buprenorfina, pentazocina e codeina. La morfina e gli oppiacei morfino-simili interferiscono con il sistema oppioide dell’organismo svolgendo, soprattutto, un’azione analgesico-narcotica e catecolaminergica. Queste sostanze possiedono una emivita che varia da circa 2 ore (morfina) a circa 24 ore (metadone).

Quadro clinico
• Depressione respiratoria fino all’apnea
• Cianosi
• Miosi puntiforme; in caso di intossicazione mista (oppiodi più cocaina e/o amfetamine) le pupille appaiono midriatiche
• Ipotermia
• Bradicardia
• Ipotensione arteriosa
• Edema polmonare non cardiogeno
• Coma
• Arresto cardio-respiratorio.
La pronta risoluzione della miosi, dopo instillazione di alcune gocce di naloxone nel sacco congiuntivale, è indicativo di uno stato di overdose di oppiodi.

Protocollo terapeutico
• Ospedalizzare il paziente
• Sostenere, se necessario, le funzioni vitali (BLS): controllo e mantenimento della pervietà delle vie aeree, della ventilazione e della circolazione (vedi Rianimazione cardiopolmonare)
• Valutare lo stato di coscienza (reattività pupillare, riflessi osteotendinei, risposta verbale e/o motoria) ricorrendo alla “Glascow Coma Score”
• Ossigenoterapia a basso flusso (1-2 1/min) mediante maschera di Venturi; in presenza di ipoventilazione alveolare si ricorrerà all’intubazione orotracheale e alla ventilazione meccanica
• Reperire uno o due accessi venosi, attraverso l’incannulamento di vene antecubitali oppure della succlavia, per l’infusione di liquidi e farmaci e per ottenere campioni di sangue per gli esami ema-
tochimici
• Monitorare la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, la frequenza respiratoria, la diuresi, gli elettroliti sierici e urinarì, l’equilibrio acido-base, il pH urinario e lo stato di coscienza.
• Somministrare:
– naloxone (Narcan f 0,4 mg): 0,4 mg ev (0,01 mg/kg nei bambini) eventualmente ripetibili a intervalli di 2-3 minuti; la risposta al naloxone è confermata dalla scomparsa della
miosi.
Tenere il paziente in osservazione per almeno 24 ore in quanto la durata d’azione del naloxone è inferiore rispetto a quella dell’eroina.
Dopo l’iniezione di naloxone il soggetto potrà passare dalla condizione clinica dell’overdose alla sindrome da astinenza.

La sindrome da astinenza da oppiacei è caratterizzata, clinicamente, da:
• midriasi
• lacrimazione
• rinorrea
• tachicardia
• agitazione psico-motoria
• irritabilità
• nausea
• orripilazione
• dolori muscolari e addominali.
La sintomatologia regredisce in 6-8 giorni.

I trattamento, in urgenza, della sindrome da astinenza da oppiacei prevede la somministrazione di:
• diazepam (Valium f 10 mg): 10 mg im; evitare la somministrazione del diazepam in presenza di depressione respiratoria
• acetilato di lisina (FlcctadoI f 50 mg): 50 mg ev o im 2-3/die a scopo antalgico.

In presenza di coliche addominali:
• fluoroglucina + trimetossibenzene (Spasmex f): 1-2 f in 250 mi di soluzione fisiologica/8-12 ore.

In presenza di vomito:
• metoclopramide (Plasil f):ì f im o ev.

In presenza di crampi muscolari:
• tiocolchicoside (Muscoril f): 1-2 f im/die.

Superata la fase acuta si può far ricorso a:
• metadone cloridrato (Metadone sciroppo): 20 mg/die; la dose andrà ridotta di circa il 20%/die fino alla condizione di “drugfree”
• clonidina (Catapresan cpr 0,150 mg): 10 meg/kg/die in tre somministrazioni per 10 giorni e successiva graduale sospensione.

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