Inalazione di sostanze irritanti

Inalazione di sostanze irritanti

L’inalazione di sostanze irritanti (gas tossici, vapori, nebbie, fumi urenti, polveri, ecc.) è causa dell’infiammazione della mucosa delle vie aeree.
L’estensione e la gravità del processo infiammatorio dipendono dalla quantità e dalle caratteristiche fisico-chimiche della sostanza irritante, dalle dimensioni delle particelle inalate e dalla durata del
l’esposizione.

Anamnesi
L’indagine anamnestica è orientativa quando rivela:
• natura della sostanza inalata
• attività lavorativa svolta
• malattie respiratorie preesistenti (asma bronchiale, BPCO, processi broncopneumonici recenti, ecc.).

Quadro clinico
Nelle prime 24 ore, dall’inalazione, insorgono i segni clinici espressione di una ostruzione acuta di natura flogistica oppure riflessa (spasmo laringeo o bronchiale) delle vie aeree superiori:
• tosse secca e stizzosa
• stridore laringeo
• agitazione psico-motoria
• spasmo bronchiale
• dispnea inspiratoria per stenosi laringea
• asfissia (in caso di edema della glottide).
In II-III giornata dall’inalazione può insorgere, nelle forme più severe, il quadro clinico dell’edema polmonare non cardiogeno secondario all’azione lesiva esercitata, sulla membrana alveolo-capillare, dalla sostanza irritante.

Diagnostica bio-strumentale
• Esami ematochimici di routine
• Emogasanalisi
• Radiografia del torace
• Laringoscopia
• ECG
• Ricerca nel sangue e nelle urine della sostanza irritante.

Complicanze
• Polmonite batterica
• Bronchiolite obliterante (soprattutto in seguito a inalazione di NO2)
• Embolia polmonare (soprattutto in seguito a inalazione di: benzina, dietiletere, acetilene, composti di berillio)
• Fibrosi polmonare (complicanza a insorgenza tardiva).

Protocollo terapeutico
• Areare l’ambiente
• Allontanare il paziente dall’ambiente contaminato
• Ricoverare il paziente, possibilmente in Unità di Terapia Intensiva
• Sostenere, se necessario, le funzioni vitali (BLS): controllo e mantenimento della pervietà delle vie aeree, della ventilazione e della circolazione (vedi Rianimazione cardiopolmonare)
• Valutare lo stato di coscienza (reattività pupillare, riflessi osteotendinei, risposta verbale e/o motoria) ricorrendo alla “Glascow Coma Score”
• Ossigenoterapia a basso flusso (3-4 l/min) mediante maschera di Venturi al 31-35%; in presenza di ipoventilazionc alveolare si ricorrerà all’intubazione orotracheale e alla ventilazione meccanica

• Reperire uno o due accessi venosi, attraverso l’incannulamento di vene antecubitali oppure della succlavia, per l’infusione di liquidi e farmaci e per ottenere campioni di sangue per gli esami ema-
tochimici
• Monitorare le condizioni cliniche del paziente, il pH arterioso, la PaO, la SaO2 la PaCO2, la ossimctria transcutanea, la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, la fequenza e il tipo di respiro, la diuresi
• Terapia broncodilatatrice:
– salbutamolo (Ventolin spray): 2-3 puff.

In caso di risposta inadeguata:
– aminofillina (Aminomal f 240 mg): 6 mg/kg in 100 mi di soluzione fisiologica in 30 minuti (67 gtt/min), seguiti da 240 mg in 250 mi di soluzione fisiologica alla posologia di 0,5 mg/kg/h
(10-12 gtt/min), monitorando l’ECG (il farmaco può indurre tachiaritmie sopraventricolari e ventricolari)
• Terapia antiflogistica:
– metilprednisolone (Urbason f 20 mg): 0,5-1 mg/kg ev

Terapia antibiotica:
– ceftriaxone (Rocefin fi 1 g, 2 g): 1-2 g im o ev/12 ore, in associazione con
– gentamicina (Gentalyn f 80 mg): 80 mg im/12 ore
Evitare i sedativi per il loro effetto deprimente sul centro del respiro.

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