Febbre

Febbre

La temperatura corporea è espressione dell’equilibrio che si crea, nell’organismo, tra produzione e dispersione di calore. La temperatura fisiologica (misurata a livello inguinale o ascellare) oscilla fra 36 e 37°C ed è di circa 1°C inferiore rispetto a quella del sangue. La temperatura rettale od orale è di circa 0,5 °C superiore a quella ascellare. L’attività fisica, gli stress e l’ovulazione comportano un incremento della temperatura corporea (ipertermia). L’esposizione al freddo, l’età avanzata, l’assunzione di alcol e l’ipotiroidismo riducono la temperatura corporea (ipotermia).
La febbre è l’elevazione abnorme e persistente della temperatura corporea secondaria all’alterazione del Centro termoregolatore ipotalami*, n da parte di pirogeni esogeni (batterici, virali, ecc.) o endogeni (TNF, interleuchine, ecc.). La febbre può essere considerata come un meccanismo di difesa che l’organismo mette in atto di fronte a un insulto esterno; si accompagna ad aumento della frequenza cardiaca, artro-mialgie, modificazione del metabolismo, perdita di acqua, alterazione della crasi ematica e disturbi nervosi.
La febbre può insorgere gradualmente raggiungendo l’acme in 4-5 giorni oppure bruscamente raggiungendo l’acme in poche ore. La febbre può decrescere gradualmente (per lisi) oppure rapidamente (per crisi).

Classificazione
In base all’intensità della temperatura corporea la febbre viene distinta in:
• febbrìcola (tra 37 e 37,5°C). La febbricola può essere causata da psiconevrosi
• febbre lieve (tra 37,5 e 38°C)
• febbre moderata (tra 38 e 39°C)
• febbre alta (tra 39 e 40, 5°C)
• iperpircssia (supcriore a 40,5°C).
In base all’andamento della curva termica la febbre viene distinta in:
• febbre continua, caratterizzata da oscillazioni quotidiane inferiori a 1°C
• febbre sub-continua, caratterizzata da periodi di febbre continua interrotti da cadute irregolari
• febbre remittente, caratterizzata da oscillazioni quotidiane di 1-2°C, senza scendere al di sono di 37°C; si riscontra nella setticemia

• febbre intermittente, caratterizzata da periodi di elevazione della temperatura intervallati da periodi di temperatura normale; in base alla durata degli intervalli si parla di:
– febbre intermittente quotidiana, caratterizzata da ampie oscillazioni della temperatura nelle 24 ore con accessi febbrili intervallati da periodi di temperatura normale
– febbre intermittente biquotidiana, caratterizzata dalla comparsa nelle 24 ore di due accessi febbrili intervallati da due cadute, per crisi, della temperatura. Questo tipo di febbre (febbre set-
tica) si riscontra nei processi suppurativi
– febbre terzana, caratterizzata da accessi febbrili che compaiono a giorni alterni
– febbre quartana, caratterizzata da accessi febbrili intervallati da due giorni di apiressia
• febbre ricorrente o ondulante: elevazione graduale della temperatura cui segue un periodo di febbre continua, della durata di alcuni giorni, che poi gradualmente decresce; dopo alcuni giorni di
remissione completa la febbre ricompare con le stesse caratteristiche; la febbre ondulante è tipica della brucellosi.

In base al tipo la febbre viene distinta in:
• febbre algida: la misurazione della temperatura ascellare evidenzia ipotermia mentre la misurazione della temperatura rettale evidenzia ipertermia; la febbre algida si riscontra, ad esempio, nel
colera
• febbre picmica: accessi febbrili che insorgono, a intervalli irregolari, con brivido ed elevazione rapida fino a 39-40°C; la febbre cade per crisi con sudorazione profusa
• febbre setticemica: la febbre esordisce con brivido, quindi assume un andamento continuo o appena remittente
• febbre suppurativa: nei primi giorni (fase di infiltrazione) la febbre presenterà un andamento contìnuo-remittente; successivamente, nella fase di formazione delPascesso, assumerà un anda-
mento prettamente remittente o anche intermittente: assenza di febbre al mattino, febbre elevata nel pomeriggio, caduta nelle ore notturne con sudorazione profusa
• febbre uroscttica o bilisettica: esordio con lieve senso di malessere, poi freddo e brivido; quindi subentra febbre a 39-40°C con senso di calore vivo e congestione del volto; la febbre decresce
dopo qualche ora con abbondante sudorazione

• febbre virale. In molte malattie virali la febbre ha un andamento difasico: esordio febbrile seguito da defervescenza e quindi ripresa della febbre.
• ziologia
• Infezioni (batteriche, virali, da rickettsic e da clamidie)
• Affezioni cerebrali (tumori, infezioni, vasculopatie)
• Affezioni metaboliche (gotta, porfiria acuta intermittente, coma diabetico)
• Collagenopatie (artrite reumatoide, polimialgia reumatica, reumatismo articolare acuto, vasculiti, poliarterite nodosa, lupus eritematoso sistemico)
• Ematomi saccati
• Endocrinopatic (ipcrtiroidismo, tiroiditc, iperplasia surrenalica)
• Necrosi tissutale da ischemia
• Neoplasie
• Traumi muscolari estesi
• Turbe psichiche (febbre psicogena)
• Farmaci.

Diagnosi
In presenza di febbre che perdura per alcuni giorni l’iter diagnostico deve comprendere:
• raccolta dell’anamnesi orientativa quando rivela:
– preesistenti malattie
– precedenti episodi analoghi in ambito della stessa famiglia o della comunità
– terapia farmacologica in atto
– stato vaccinale, da richiedere soprattutto in caso di un bambino (da ricordare che una vaccinazione recente potrebbe essere la causa della febbre)
– morsi di animali
– precedenti ricoveri nosocomiali
– precedenti interventi chirurgici
– impianto di protesi
– neutropenia
– eventuali eventi che abbiano preceduto l’insorgenza della febbre (consumo di particolari alimenti, viaggi in Paesi a rischio, rapporti sessuali a rischio)
– eventuale risposta ad antibiotici o antipiretici

• valutazione delle caratteristiche della febbre (durata, intensità, andamento, ecc.)
• valutazione dei sintomi e segni che accompagnano la febbre (astenia, dolore addominale, vomito, diarrea, disurìa, pollachiuria, stato di idratazione, colorito della cute, cefalea, artro-mialgie, dolore toracico, tosse, dispnea, faringodinia, otalgia, caratteristiche del pianto in caso di un bambino, tumefazione linfonodale, rash cutanei, irritabilità, eccessiva sonnolenza o letargia, alterata interazione con l’ambiente, ecc.)
• esame obiettivo, che deve essere condotto in modo sistematico, senza dimenticare di valutare lo stato di idratazione (soprattutto nei bambini e negli anziani), di esplorare le membrane timpaniche, di ricercare i segni meningei e di valutare lo stato dei tessuti molli, delle ossa e delle articolazioni
• esami ematochimici: emocromo con formula leucocitaria, GOT, GPT, bilirubinemia, y-GT, azotemia, creatininemia, VES, PCR, dosaggio degli ormoni tiroidei, esame fisico-chimico dell’urina
screening infettivologico: esame batteriologico dell’espettorato, urinocoltura, tampone faringeo e rettale, emocoltura, liquorcoltura, coprocoltura

• indagini sierologiche: siero agglutinazione di Widal (per la ricerca degli anticorpi zxxù-Salmonella tyfi\ siero agglutinazione di Wright (per la ricerca degli anticorpi znù-Brucella melitensis), anticorpi anti-VEB, anticorpi anti-HTV, markers dell’epatite virale da HAV, HBV, HCV, HDV, anticorpi ami-Herpes simplex virus, anticorpi anti-Citomegalovirus, anticorpi anti-rosolia, an-
ticorpi anti-Toxoplasma gondii, anticorpi anti-rickettsie (il dosaggio si esegue nel sospetto di una rickettsiosi esantematica), TAS (per la ricerca degli anticorpi antistreptolisinici), Streptozyme-test (per la ricerca di anticorpi contro alcuni antigeni extracellulari di Streptococco beta emolitico di gruppo A)
• ecotomografia dell’addome e della pelvi
• radiografia del torace in duplice proiezione
• ecocardiogramma
• TC total body
• scintigrafia con Gallio67o con leucociti marcati con indio per localizzare la sede di un processo infiammatorio
• studio endoscopico dell’apparato digerente con prelievi bioptici broncoscopia con biopsie multiple
biopsia linfonodale (in presenza di tumefazione linfonodale)
• miclobiopsia.

Diagnosi differenziale
La febbre deve essere distinta dalla ipertermia (incremento transitorio della temperatura corporea conseguente a squilibrio tra produzione e dispersione di calore da parte dell’organismo, senza alte-
razione del Centro termoregolatore). Nell’ambito dell’ipertermia si annoverano tre sindromi:
• colpo di calore (vedi)
• ipertermia maligna da anestetici. Dopo pochi minuti o ore dalla somministrazione di alcuni anestetici (alotano, succinilcolina) in soggetti geneticamente predisposti (condizione ereditaria trasmessa come carattere autosomico dominante a penetranza incompleta) possono comparire ipertermia, tachicardia, trisma e quindi rigidità degli altri gruppi muscolari
• sindrome maligna da neurolettici. In pazienti in trattamento con alcuni neurolettici (aloperidolo, clorpromazina, flufenazina, ecc.) può insorgere un quadro clinico caratterizzato da: ipertermia, sintomi extrapiramidali (tremori, acinesia, rigidità muscolare), tachicardia, ipertensione arteriosa, sudorazione profusa, incontinenza o ritenzione urinaria, agitazione psicomotoria, obnubilamento del sensorio (nelle forme più severe).

Protocollo terapeutico
• Dieta leggera e idratante
• Favorire la dispersione del calore evitando indumenti pesanti, mantenendo l’ambiente fresco e applicando spugnature di acqua tiepida
• Evitare spugnature con alcol perché tossico per il paziente
• Rimuovere o trattare la causa responsabile
• Paracetamolo (Tachipirina cpr 250, 500 mg; supp 125, 250, 500, 1000 mg):
– bambini < 1 anno: 10 mg/kg per os o per via rettale; - bambini 1-5 anni: 125-250 mg per os o per via rettale - bambini 6-12 anni 250/500 mg per os o per via rettale - adulti e bambini sopra i 12 anni: 0,5-1 g per os o per via renale. Le dosi vanno ripetute ogni 4-6 ore fino a un massimo di 4 dosi/die. Il naproxene (Naprosyn) è molto efficace nel ridurre la temperatura nel paziente affetto da neoplasia o da malattia del collagene. Sono da proscrivere i pirazoionici (Novalgina, Uniplus, Causyth, ecc.) per il rischio di agranulocitosi. I salicilati devono essere proscritti in corso di malattie virali, per il rischio di insorgenza della sindrome di Reye, e nei soggetti con diatesi allergica per il rischio di insorgenza di una crisi asmatica. Nel caso si tratti di un bambino che abbia sofferto di crisi convulsive febbrili e non sia in trattamento profilattico con antiepilettici somministrare: • diazepam (Valium gtt, 0,2 mg/gtt): 0,4 mg/kg ogni 8 ore. E opportuno il ricovero del paziente quando: • la febbre supera i 40°C e coesistono severe malattie (insufficienza renale, scompenso cardiaco, diabete mellito, insufficienza respiratoria) • la febbre si accompagna a obnubilamento del sensorio o a grave squilibrio idroelettrolitico • il paziente è immunodepresso • il paziente è in età pediatrica e presenta compromissione delle condizioni generali.

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