DIGOSSINA

DIGOSSINA (Lanoxin f 0,5 mg; cpr 0,25 mg, 0,125 mg, 0,0625 mg)

Caratteristiche
La digossina è un glicoside cardioattivo derivato dalle foglie della
Digitalis lanata.
Le principali funzioni espletate sono: azione inotropa positiva (aumento della forza di contrazione delle fibre miocardiche), azione cronotropa negativa, azione dromotropa negativa e azione batmotropa positiva. La digossina, inoltre, possiede una modica azione diuretica agendo direttamente sul tubulo renale. La concentrazione plasmatica terapeutica è fra 1 e 2 ng/ml.

Indicazioni
Scompenso cardiaco congestizio da disfunzione del ventricolo sinistro; fibrillazione atriale a elevata risposta ventricolare; flutter atriale; tachicardia atriale parossistica.

Controindicazioni
Bradicardia; ipokalicmia; stenosi subaortica; stenosi della polmonare; cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva; sindrome di Wolff-Parkinson-White; blocco atrio-ventricolare di II e III grado.

Avvertenze
Il farmaco deve essere somministrato con cautela in caso di: insufficienza renale, tircopatie, fase precoce dell’infarto miocardico acuto, associazione con farmaci ad azione cronotropa o dromotropa
negativa.

Effetti collaterali
La tossicologia da digitale può essere schematizzata in due quadri clinici: effetto digitalico e intossicazione digitalica.

L’effetto digitalico, espressione di un miglioramento della funzione cardiaca, si caratterizza per la comparsa di bradicardia e di alcune alterazioni elettrocardiografiche (allungamento del PR, accor-
ciamento del QT, depressione a cucchiaio del tratto ST, appiattimento dell’onda T); queste alterazioni non richiedono la sospensione del trattamento ma, tutt’al più, una riduzione della posologia. L’intossicazione digitalica è espressione di un effetto negativo espletato dal farmaco sull’organismo in toto e sul cuore in particolare; i sintomi principali sono: anoressia, nausea, vomito, diarrea, turbe del visus, cefalea, palpitazioni, aggravamento dello scompenso cardiaco, reazioni allergiche cutanee. I segni elettrocardiografici, espressione dell’intossicazione digitalica, sono: tachicardia atriale parossistica con blocco, tachicardia con dissociazione atrio-ventricolare, extrasistoli ventricolari, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare, turbe della conduzione atrio-ventricolare.
La ipopotassiemia e la ipercalcemia aumentano il rischio di intossicazione digitalica.

Posologia
• Digitalizzazione parenterale d’urgenza:
– adulti: 0,5 mg in 10 mi di soluzione fisiologica seguiti, dopo 6 ore, da 0,25 mg in 10 mi di soluzione fisiologica. Dopo 12 ore somministrare 0,25 mg ev oppure per os. La dose di digossina andrà dimezzata nei pazienti già in trattamento con digitale
– bambini (< 10 anni): 0,01-0,02 mg/kg ripetuti a intervalli di 6 ore fino a ottenere l'effetto terapeutico. • Digitalizzazione orale rapida: - adulti: 0,75-1,5 mg seguiti da 0,25 mg a intervalli di 6 ore fino a ottenere l'effetto terapeutico - bambini (< 10 anni): 0,01-0,02 mg/kg ripetuti a intervalli di 6 ore fino a ottenere l'effetto terapeutico. • Digitalizzazione orale lenta: - 0,25-0,75 mg/die. • Mantenimento orale - adulti: 0,125-0,25 mg/die suddivisi in due o tre somministrazioni; ridurre la dose negli anziani e in caso di insufficienza renale - bambini (< 10 anni): 0,01-0,02 mg/kg/die per alcuni giorni fino a ottenere l'effetto desiderato. Monitoraggio
Durante la somministrazione del farmaco monitorare la frequenza cardiaca e l’ECG. In caso di somministrazione prolungata è opportuno il controllo della ionemia e della digossincmia (concentrazione plasmatica terapeutica fra 1 e 2 ng/ml).

Intossicazione da digossina
• Sospendere il trattamento digitalico
• Somministrare:
– potassio aspartato (K-flebo f 10 mi, 3 mEq/ml): 20-40 mEq di potassio/h in 250 mi di glucosata al 10% con aggiunta di insulina pronta (1 U/3 g di glucosio); nel diabetico aumentare la
dose di insulina
– magnesio solfato al 10% (Solfato di magnesio f 10 ml, 1 g): 1-2 g in 100 mi di soluzione glucosata al 5% in 5-60 minuti, seguiti da 0,2-1 g/h in 100 ml di soluzione glucosata al 5%, monitorando la ionemia, l’emogasanalisi e l’ECG (controllare la durata del QT).
Nelle forme severe di iperdigossinemia (superiore a 10 mg/ml):
• anticorpi anti-digossina (Digibind f 40 mg) che legano il farmaco inattivandolo e favorendone l’eliminazione per via renale. La dose da somministrare equivale alla dose di digossina assunta x 0,8; è opportuno il monitoraggio della digossincmia.
In alternativa o in associazione agli anticorpi anti-digossina praticare l’emodialisi.

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