Colica biliare

Colica biliare

La colica biliare è un dolore intenso, a insorgenza acuta o progressivamente ingravescente, della durata di alcune ore, localizzato all’epigastrio e/o all’ipocondrio destro con possibile irradiazione
verso la spalla, l’angolo della scapola e la regione lombare omolaterale. Il dolore, spesso scatenato da un pasto ricco di grassi, sforzi fisici o stress psichici, è espressione dell’improvvisa distensione delle fibre muscolari delle vie biliari conseguente alla presenza di un ostacolo al deflusso della bile.

Eziologia
• Calcolosi della colecisti o della via biliare principale
• Flogosi della colecisti o delle vie biliari
• Discinesie delle vie biliari.

Quadro clinico
Il quadro clinico che può associarsi alla colica biliare è caratterizzato da:
• nausea
• vomito dapprima alimentare e poi biliare
• subittero o ittero franco
• febbre, spesso preceduta da brivido (in caso di colangite).

L’esame obicttivo dell’addome evidenzia:
• tensione della parete addominale
• manovra di Murphy positiva
• contrattura di difesa, per irritazione peritoneale, in sede ipocondriaca destra ed epigastrica.

Diagnostica bio-strumentale
• Esami ematochimici di routine:
– leucocitosi neutrofila (nelle forme complicate da flogosi)
– aumento degli indici di colestasi (bilirubina diretta, yGT, fosfatasi alcalina)
– iperamilasemia (in caso di sofferenza pancreatica)
– aumento delle transaminasi per epatopatia reattiva
Ecotomografia epato-biliare (indagine di elezione per la diagnosi di colelitiasi)
Radiografia diretta dell’addome, che consente di:
– visualizzare i calcoli radiopachi
– escludere una occlusione intestinale
• Radiografia del torace, al fine di escludere una patologia pleuropolmonare
• ECG, al fine di escludere l’infarto miocardico
• Colangiografia endoscopica retrograda (ERC)
• Colangiografia mediante risonanza magnetica (MRC).

Diagnosi differenziale
• Ulcera peptica perforata
• Pancreatite acuta
• Appendicite acuta a sede sottoepatica
• Colica renale destra
• Pielonefrite destra
• Ascesso epatico
• Pleuropolmonite basale destra
• Infarto del miocardio.

Protocollo terapeutico
• Riposo a letto
• Sospendere l’alimentazione per via orale
• Monitorare, durante la terapia, la diuresi, le condizioni cliniche, la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, il pH arterioso e gli indici bioumorali di flogosi e di colestasi
Sedare il dolore:
– diclofenac sodico (Voltaren f): 1 f im/12 ore, in associazione con
– fluoroglucina (Spasmex f): 1-2 f in 250 mi di soluzione fisiologica/8-12 ore, oppure
– rociverina (Rilaten f): 2 f in 250 mi di soluzione fisiologica/12 ore.
Nelle forme resistenti agli spasmolitici:
– pentazocina (Talwin f 30 mg): 30 mg im/12 ore.
Non somministrare morfina o derivati morfinosimili per l’azione
spasmogena che questi farmaci esercitano sullo sfintere di Oddi
• Terapia antibiotica:
– ampicillina (Amplital fi 1 g): 1-2 g ev/12 ore, oppure
– ceftriaxone (Rocefin fi 2 g): 2 g ev/die.

In presenza di vomito:
• metoclopramide (Plasil f):l f im o ev/8 ore
• soluzione fisiologica e/o glucosata al 5% (1-2 litri) al fine di ripristinare l’equilibrio idro-elettrolitico, monitorando la diuresi e le condizioni cardio-circolatorie.

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