Botulismo

Botulismo

il botulismo è una malattia infettiva sostenuta dal Clostridium Botulinum (bacillo Gram-positivo, non capsulato, poco mobile, anaerobio, che si riproduce per endospore). La malattia non conferisce immunità permanente; è frequente, infatti, il verificarsi di più intossicazioni nello stesso soggetto. L’azione patogena del Clostridium Botultnum si esplica attraverso la produzione di una esotossina neurotropa che agisce bloccando la liberazione di acetilcolina sia a livello delle giunzioni neuromuscolari, con secondaria dissociazione della conduzione neuromuscolare, sia a livello delle fibre post-gangliari colinergiche del sistema nervoso autonomo (azione che si esplica sulla muscolatura liscia e sulle ghiandole salivari e mucipare). Sono stati isolati sette tipi diversi di tossina botulinica, indicate con le prime sette lettere dell’alfabeto; le tossine responsabili del botulismo nell’uomo sono la A, B, E e, raramente, la F. La tossina botulinica, ingerita con gli alimenti contaminati dalle spore, viene assorbita a livello intestinale con successiva diffusione in circolo. La produzione della esotossina negli alimenti richiede la germinazione delle spore; la germinazione dipende dalla quantità di spore presenti, dalle condizioni che favoriscono lo sviluppo del germe (temperatura, pH, anaerobiosi) e dall’insufficiente riscaldamento del cibo contaminato.
Gli alimenti inquinati possono essere di origine animale o vegetale (carne e pesce in scatola, prosciutto, insaccati, frutta e legumi in scatola); si tratta, in genere, di conserve preparate in casa. Caramente la produzione della tossina si realizza direttamente nell’organismo in seguito alla penetrazione di spore attraverso lesioni della cute.

Periodo di incubazione: 12-48 ore (la prognosi è tanto più severa guanto più breve è la durata del periodo di incubazione).

Anamnesi
L indagine anamnestica è orientativa per il botulismo, quando rivela:
• episodi analoghi in più persone che abbiano consumato lo stesso alimento
• consumo di cibi conservati o insaccati (specie se non cotti prima dell’uso), di frutta e verdura in scatola, di pesci salati
• consumo di cibi sospetti (odore rancido, rigonfiamento delle scatole metalliche per lo sviluppo di gas).

Quadro clinico
Il quadro clinico del botulismo è caratterizzato, inizialmente, dai sintomi comuni a tutte le altre intossicazioni alimentari:
• nausea
• vomito
• dolori addominali
• diarrea.
Questi sintomi mancano nei casi in cui il bacillo penetri nell’organismo attraverso la cute.
I sintomi caratteristici dell’intossicazione botulinica, che insorgono in tempi brevi, sono rappresentali da paralisi e disturbi secretori.

La paralisi interessa soprattutto:
• la muscolatura intrinseca ed estrinseca degli occhi (ptosi palpebrale, strabismo divergente, nistagmo, midriasi con scomparsa dei riflessi pupillare e dell’accomodazione)
• i muscoli innervati dai nervi glossofaringeo, ipoglosso e vago (turbe della fonazione, della masticazione e della deglutizione)
• la muscolatura degli arti con paralisi flaccida
• i muscoli sternocleidomastoideo, trapezio e diaframma con secondaria insufficienza respiratoria.
I disturbi secretori comprendono:
• riduzione della secrezione salivare, lacrimale e delle prime vie aeree
• abolizione della sudorazione (cute secca).
I nervi sensitivi non sono mai interessati e pertanto l’ammalato risulta sempre orientato nel tempo e nello spazio.

Decorso
Nei casi più gravi si può giungere all’exitus in 1-3 giorni per paralisi respiratoria o collasso cardiocircolatorio.

Diagnostica di laboratorio
• Ricerca del Clostridium Botulinum nei residui alimentari, nel vomito e nelle feci
• Ricerca delle tossine nel siero, nel cibo e nelle feci e successiva tipizzazione
• Prova biologica: inoculazione in cavia di tessuto nervoso dell’animale sospetto. La morte della cavia, entro 24-48 ore dall’inoculazione di una sospensione del materiale sospetto, depone per la presenza della tossina.

Diagnosi differenziale
• Intossicazione da funghi, da ossido di carbonio, da alcol metilico, da carbonato di bario, da composti fosforati organici
• Miastenia gravis
• Poliomielite
• Meningite
• Encefalite.
La diagnosi differenziale si basa soprattutto su una approfondita indagine anamnestica.

Protocollo terapeutico
• Ricoverare il paziente, possibilmente in Unità di Terapia Intensiva
• Sostenere, se necessario, le funzioni vitali (BLS): controllo e mantenimento della pervietà delle vie aeree, della ventilazione e della circolazione (vedi Rianimazione cardiopolmonare)
• Valutare lo stato di coscienza (reattività pupillare, riflessi ostcotendinei, risposta verbale c/o motoria), ricorrendo alla “Glascow Coma Score”
• Ossigenotcrapia a basso flusso (2 1/min) mediante l’impiego di maschera di Venturi al 24%
• Gastrolusi, se il consumo dei cibi risale a poche ore
• Ripristinare l’equilibrio idro-elettrolitico mediante infusione di liquidi (soluzione polisalina e glucosata al 5%) secondo necessità e con attento controllo elettrolitico, della diuresi, della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa, della frequenza respiratoria e dello stato di coscienza.

Il trattamento farmacologico prevede la somministrazione di:
• antitossina botulinica (Liosiero antibotulinico ISM fi 10 mi, 10.500 U.I.) alla posologia di:
– 10.000-20.000 U.I. im nei soggetti asintomatici che abbiano consumato cibi sospetti
– 50.000 U.I. im nei soggetti con sintomatologia in atto, da ripetere ogni 2-4 ore fino alla scomparsa dei sintomi.
La somministrazione dell’antitossina deve essere preceduta dal test cutaneo intradermico (0,1 mi se) per ricercare l’eventuale ipersensibilità al siero
• ceftriaxone (Rocefin fi 2 g): 2 g ev/die
• amikacina (BB-K8 fi 500 mg): 500 mg im/12 ore.

Alcuni Autori ipotizzano che Pantibioticoterapia, creando un dismicrobismo intestinale, possa favorire l’assorbimento della tossina, pei* cui limitano la somministrazione di antibiotici solo per le forme secondarie a ferita.

Profilassi
• Osservare le norme igieniche per la preparazione degli alimenti conservati
• Non consumare cibi sospetti (odore rancido, rigonfiamento delle scatole metalliche per lo sviluppo di gas)
• Sieroprofilassi con 10.000 U.I. im di antitossina botulinica (Liosiero antibotulinico ISM fi 10 mi, 10.500 U.I.) da praticare a tutti i soggetti che abbiano consumato alimenti sospetti.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi unirti alla discussione?
Sentiti libero di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *